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Scuola Suzuki

PREMESSA DIDATTICA E METODOLOGICA

Lo sviluppo del bambino è nella maggior parte dei casi un riflesso della qualità del suo ambiente. I bambini possono imparare molto di più se qualcuno trova il tempo di mostrar loro le cose eccitanti che lo circondano. Suzuki ha insegnato a più di ottomila bambini a suonare il violino. Ottomila bambini particolarmente dotati? Sì, dotati di un genitore attento che ha dato loro questa possibilità. I bambini imparano in modo superbo, limitati soltanto da quanto materiale hanno a disposizione e da come viene loro presentato. Un grande limite della nostra cultura è identificare l’educazione musicale con quella professionale. In Giappone invece, come nel Nord-Europa, si manda a scuola di musica un bambino perché gli fa bene, il percorso non è fine a se stesso, ma contribuisce alla formazione della persona. Quando l’individuo smette di studiare, non chiede alcun certificato qualificante.
Suzuki aveva compreso che l’imitazione è alla base del processo di apprendimento nei primi stadi della vita e, attraverso il metodo che egli chiama della madrelingua, dimostrò che si poteva suonare così come si impara a parlare. Il punto di forza di questa metodologia consiste nell’alleanza che si costruisce tra il bambino, la famiglia e gli insegnanti in primo luogo, e tra il bambino ed i suoi coetanei successivamente.
Ne deriva un clima di collaborazione che contribuisce a far crescere il piccolo in un ambiente stimolante sia dal punto di vista musicale e culturale che umano e relazionale, sviluppando così attenzione, concentrazione e coordinazione (oltre che gusto estetico e musicale).